A PROPOSITO DELLA PROVA NUOVA IN APPELLO

Commento a Cass. S.U. n.10790 del 7 maggio 2017

 

Proseguendo il percorso avviato con la sentenza n.12310/2015 incentrata sull’interpretazione dell’art.183 cpc, la Cassazione con la sentenza a Sezioni Unite del 4 maggio 2017 n.10790 introduce alla lettura esegetica dell’art.345 3° comma cpc.

Pur essendo la motivazione incentrata sul significato dell’inciso “salvo che il Collegio non li ritenga indispensabili ai fini della decisione della causa” –poi soppresso dalla L.134/2012 per il processo ordinario, ma rimasto efficace per il rito del lavoro ed il rito sommario ex artt.702 bis e segg.- la Corte chiarisce anche la portata del comma nella parte in cui, sottolineata l’inammissibilità di nuove prove in appello, introduce l’eccezione per le prove che la parte dimostri non di non aver potuto proporre o produrre in primo grado senza sua colpa. Ed in particolare fa luce su quali siano veramente le prove “nuove” di cui la parte, appellante o appellata, può avvalersi in secondo grado. Centrale appare sotto questo profilo il riferimento alle due tesi elaborate dalla dottrina, l’una più estensiva riferita al concetto di indispensabilità della prova contenuto nella parte abrogata per il giudizio ordinario e l’altra più restrittiva che può attagliarsi anche alle prove non prodotte in primo grado per causa non imputabile alla parte. In relazione a questo secondo orientamento la SC, anche richiamando precedenti sue pronunce, argomenta che la prova “nuova” è non soltanto quella avente ad oggetto un fatto nuovo, perché sopravvenuto, ma anche quella che –non allegata in primo grado o comunque preesistente- diventa rilevante “solo grazie al tenore della sentenza di primo grado…”. In altre parole, il Supremo Consesso fa rientrare nella prova nuova ammissibile in appello anche quella che si rende necessaria per scardinare la motivazione in diritto o l’interpretazione del fatto contenuta nella sentenza impugnata. Con la conseguenza che la novità della prova e quindi la sua rilevanza ai fini del thema decidendum “deve essere valutata in rapporto allo sviluppo dall’intero processo, comprensivo della sentenza di primo grado e di ciò che essa afferma a commento delle risultanze istruttorie”. E questo in nome del principio secondo cui deve privilegiarsi la realtà materiale documentabile in appello rispetto alla verità processuale emersa tempestivamente.

In estrema sintesi, c’è spazio in appello per prove non addotte o non ammesse in primo grado (ovviamente purché non viziate, queste, dalla inammissibilità o dalla manifesta irrilevanza) non soltanto quando la parte non le abbia proposte senza sua colpa –magari perché contenute in un documento che controparte ha occultato- ma anche quando la necessità di introdurle nel processo di appello sorga proprio dalla motivazione della sentenza impugnata o dall’errata ricostruzione del fatto posto a base del procedimento.

Si tratta di uno sviluppo interessante: rimane il timore che i Giudici di merito, così come avvenuto per la tesi proposta dalla SC con la sentenza a Sezioni Unite in tema di art.183 cpc citata in premessa, manifestino insofferenza verso questa lettura della norma e tardino ad accoglierla nella prassi dei nostri Tribunali.

Avv. Maria Rapino

Per scaricare il testo integrale della sentenza

>>clicca qui<<

Commento alla sentenza CEDU del 23/02/2017 – ricorso n. 64297/12

Violazione dell’art. 8 della Convenzione

La sentenza in commento ha condannato il Governo Italiano per violazione dell’art. 8 della Convenzione, a causa  dei ritardi irragionevoli nel procedimento penale nei confronti del ricorrente, assolto dalla imputazione di abuso sessuale in danno dei figli minori.

La Corte ricorda che per un genitore ed un figlio stare insieme rappresenta un elemento fondamentale della vita familiare e che i provvedimenti interni che impediscono ciò, costituiscono un’ingerenza nel diritto tutelato dall’art. 8 della Convenzione.

Finalità dell’art. 8, infatti, è anche quella di tutelare l’individuo dalle ingerenze arbitrarie del Governo. Lo Stato è tenuto ad adottare provvedimenti volti a riunire genitori e figli.

I provvedimenti volti alla riunificazione dei genitori e figli devono essere adottati rapidamente, perché il trascorrere del tempo può avere conseguenze irreparabili per i rapporti tra il figlio ed il genitore che non vive con lui.

Ciò comporta che in presenza di un giudizio penale, è obbligo dello Stato Italiano garantire che il giudizio arrivi a definizione in tempi ragionevoli, e ciò perché il giudizio penale ha un impatto diretto e determinante sul diritto alla vita familiare dell’imputato, diritto che, tanto più nel caso di assoluzione,  deve essere ripristinato nel più breve tempo possibile, nello stesso interesse di tutti i componenti del nucleo familiare.

 Avv. Giovanni Maria Giaquinto 

Clicca qui per scaricare la sentenza

LA TUTELA DEI DIRITTI UMANI, DELLA PERSONA E DELLE FAMIGLIE PRESSO LA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO

CORSO DI FORMAZIONE
VI MODULI (DALLE ORE 14,30 ALLE 18,30)
DAL 22 MARZO 2017 AL 3 MAGGIO 2017
PRESSO IL CENTRO CONFERENZE SALA DI RIENZO
PIAZZA COLA DI RIENZO 80/a ROMA

Richiesta di informazioni

La Tutela dei Diritti Umani, delle persone e delle famiglie presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo

L’obiettivo del corso è unicamente di formare avvocati, praticanti ed operatori del diritto italiani interessati ad approfondire i meccanismi di protezione dei diritti fondamentali previsti dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), con particolare riferimento alla procedura di ricorso individuale presso la Corte di Strasburgo. Il corso ha durata di 6 giorni non consecutivi e coinvolge giuristi nazionali ed internazionali di grande esperienza sul tema, tra i quali Presidente Dott.ssa Melita Cavallo, già Presidente del Tribunale per i Minorenni di Roma; l’Avv. Marina Marino, Presidente dell’Associazione Anthropoi; Dott. Pierpaolo Gori, Magistrato presso la Sezione IV Civile del Tribunale di Milano, già giurista in servizio presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo; Dott.ssa Monica Velletti, Magistrato presso la I Sezione – Famiglia del Tribunale di Roma; Prof. Cesare Pitea, docente aggregato di Diritto Internazionale presso l’Università degli Studi di Parma; Avv. Sara Menichetti foro di Roma; Avv. Matteo De Longis foro di Benevento; Avv. Luigi Serino foro di Napoli.

PARTE GENERALE

I – MERCOLEDÌ 22 MARZO 2017

La tutela dei diritti fondamentali nell’ambito del Consiglio d’Europa: la CEDU e la sua Corte. Il rapporto tra il diritto convenzionale ed il diritto interno italiano.

Saluti: Avv. Jacopo Marzetti. Garante per l’infanzia della Regione Lazio

14.30 – 16.00 La tutela dei diritti fondamentali nell’ambito del Consiglio d’Europa: la CEDU e la sua Corte. Avv. Marina Marino del Foro di Roma.

16.00 – 16.15 Pausa

16.15 – 18.30 Il rapporto tra il diritto convenzionale ed il diritto interno italiano. Prof. Cesare Pitea, docente aggregato di Diritto Internazionale presso l’Università degli Studi di Parma.

 

II – MERCOLEDÌ 29 MARZO 2017

Il contraddittorio dinanzi alla Corte di Strasburgo: il ricorso individuale, le condizioni di ricevibilità e la condanna dello Stato convenuto.

14.30 – 16.00 Il contraddittorio dinanzi alla Corte di Strasburgo: il ricorso individuale, le condizioni di ricevibilità. Avv. Matteo De Longis del Foro di Benevento.

16.00 – 16.15 Pausa

16.15 – 18.30 La condanna dello Stato convenuto. Avv. Luigi Serino foro di Napoli.

III – MERCOLEDÌ 5 APRILE 2017

Come presentare un ricorso alla Corte EDU: esercitazione su un caso pratico.

14.30 – 16.00 Come presentare un ricorso alla Corte EDU: tecnica di argomentazione su un caso concreto. Dott. Pierpaolo Gori, Magistrato presso la Sezione IV Civile del Tribunale di Milano, già giurista in servizio presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo

16.00 – 16.15 Pausa

16.15 – 18.30 Come presentare un ricorso alla Corte EDU: esercitazione su un caso pratico. Avv. Sara Menichetti del Foro di Roma.

PARTE SPECIALE

IV – MERCOLEDÌ 12 APRILE 2017

La nozione di vita privata e di vita familiare: la giurisprudenza CEDU sull’art. 8 della Convenzione.

14.30 – 16.00 La nozione di vita privata e di vita familiare. Dott.ssa Monica Velletti, Magistrato presso la I Sezione – Famiglia del Tribunale di Roma

16.00 – 16.15 Pausa

16.15 – 18.30 La giurisprudenza CEDU sull’art. 8 della Convenzione.

V – MERCOLEDÌ 26 APRILE 2017

Le adozioni nelle coppie omosessuali alla luce della giurisprudenza CEDU.

14.30 – 16.00 Le adozioni nelle coppie omosessuali alla luce della giurisprudenza CEDU. Presidente Dott.ssa Melita Cavallo, già Presidente del Tribunale per i Minorenni di Roma

16.00 – 16.15 Pausa

16.15 – 18.30 Le adozioni nelle coppie omosessuali nella giurisprudenza CEDU. Avv. Sara Menichetti del Foro di Roma.

VI MERCOLEDÌ 3 MAGGIO 2017

La giurisprudenza della CEDU sulla fecondazione assistita, la GPA e l’adozione.

14.30 – 16.00 La giurisprudenza della CEDU: analisi della sentenza Paradiso Campanelli. Avv. Sara Menichetti del Foro di Roma.

16.00 – 16.15 Pausa

16.15 – 18.30 Esercitazione pratica in gruppi di lavoro paralleli. Avv. Matteo De Longis del Foro di Benevento

Conclusioni e consegna dei certificati di frequenza

Al termine del corso sarà rilasciato ai partecipanti un attestato di frequenza che darà titolo al riconoscimento di n. … crediti formativi da parte del Consiglio Nazionale Forense.

Si tratta pertanto di 6 lezioni di carattere pratico di notevole utilità non solo per la presentazione dei ricorsi alla CEDU , ma anche per l’utilizzo che se ne deve sempre più frequentemente fare nei procedimenti civili e penali nel nostro paese.

Il costo del corso è di €200,00 oltre IVA per quanti si iscrivono entro il 22 febbraio e di €300,00 oltre IVA per quanti si iscriveranno tra il 23 febbraio ed il 10 marzo.

Il versamento della quota dovrà essere effettuato con bonifico bancario sul conto corrente ANTHROPOI e dovrà essere trasmessa via fax o via e mail copia della ricevuta del bonifico all’associazione.

 

Coordinate bancarie:

Banca UNICREDIT filiale: 05340

IBAN: IT02M0200805340000104388657.

 

Si tratta di un corso a numero chiuso, pertanto le iscrizioni verranno chiuse nel caso del raggiungimento del numero previsto per i partecipanti.